L'ultimo arrivato nella squadra di José Mourinho al Manchester United, che annovera nomi del calibro di Paul Pogba, Lukaku, Mata e Ander Herrera, non ha avuto dubbi nello scegliere il numero 7 per questa nuova fase della sua carriera con i Red Devils.
Il cileno, soprannominato il "Niño Maravilla", sembra mantenere la promessa fatta quando era ancora giovane. Di fronte all'affermazione, piuttosto fredda, secondo cui non aveva nulla e non sarebbe mai diventato nessuno nella vita, rispose senza esitazione: «Non ho la migliore situazione economica del Paese, ma diventerò il miglior calciatore».
È innegabile che abbia alle spalle un percorso importante nel calcio europeo e che affronti questa nuova sfida in uno dei momenti migliori della sua carriera, dopo le esperienze al Barça e all'Arsenal. Ora, però, lo attende una delle prove più impegnative: portare sulle spalle la responsabilità dello storico numero 7 del Manchester United.
Il numero 7 dei Red Devils rappresenta da tempo una delle maglie più iconiche della storia recente del club di Old Trafford. Tutto ebbe inizio con "Il ragazzo di Belfast", soprannominato anche "Il quinto Beatle", che brillò come pochi altri per undici stagioni nel nord-ovest dell'Inghilterra.
George Best ha rappresentato il Manchester United in 474 partite, realizzando 181 gol. È stato inoltre uno dei protagonisti della United Trinity, conosciuta anche come Holy Trinity, insieme a Bobby Charlton e Denis Law.
Dopo Best, entra in scena un altro protagonista assoluto, che amava essere chiamato "The King". Un giocatore che ha segnato un'epoca a Manchester grazie alle sue qualità calcistiche e al suo carattere irriverente, dentro e fuori dal campo.
Éric "l'enfant terrible" Cantona ha incantato Old Trafford, indossando i colori del club in 185 partite e segnando 82 gol.
Diciamo au revoir a Éric Cantona e lasciamo spazio a una delle più brillanti "stelle della corona". Arriva un giovane inglese destinato a cambiare per sempre l'immagine del calciatore moderno: uno dei primi a essere tanto mediatico fuori dal campo quanto al suo interno, capace di combinare al meglio le proprie qualità sportive con la propria immagine, trasformandosi in una vera e propria arma di marketing.
È stato uno dei Galácticos del Real Madrid, ma è stato a Manchester, indossando il numero 7, che ha mosso i primi passi nel grande calcio. Stiamo parlando di David Beckham, che ha trascorso dieci stagioni al servizio dei Red Devils, disputando 364 partite.
Quando sembrava difficile competere con i predecessori che avevano indossato quella maglia, è arrivato un "ragazzo" destinato a diventare un uomo sotto la guida di Sir Alex Ferguson. Un campione da record, considerato da molti il migliore al mondo, che ha fatto suo il numero 7, diventando ancora oggi il punto di riferimento per chi indossa questa maglia.
Cristiano Ronaldo, CR7: 292 partite e 118 gol in sei stagioni con la maglia biancorossa. Numeri impressionanti, che impongono rispetto.
Si vocifera che il suo ritorno in Inghilterra, proprio al Manchester United, sia vicino. Se l'operazione dovesse concretizzarsi, Alexis Sánchez potrebbe essere il giocatore ad aver indossato il numero 7 per il periodo più breve. Per saperlo, però, bisognerà attendere la fine della stagione.
Per ora, dunque, Alexis Sánchez è il nuovo numero 7 del Manchester United.