Quando accadono tragedie di questo tipo, ci si chiede: «Perché succede a persone così giovani?» La risposta, naturalmente, non la troverete in queste righe, perché non siamo medici. Quello che troverete, invece, è un punto di vista personale, frutto dell'esperienza diretta di chi tra noi ha vissuto un problema di salute di questo genere.
Problemi cardiovascolari nel calcio
Nacho Barberà è il giovane calciatore scomparso mentre faceva ciò che amava di più, nella squadra in cui giocava fin da bambino, l'UD Alzira. Negli ultimi anni, purtroppo, si sono verificati numerosi casi di morte cardiaca improvvisa nel mondo del calcio. Queste tragedie spingono chi vive e lavora nell'ambiente sportivo a riflettere sulla gravità del problema.
L'importanza della questione è tale che, nel 2016, è stato introdotto in Spagna un decreto che stabilisce le condizioni e i requisiti minimi di sicurezza e qualità per l'utilizzo di defibrillatori automatici e semiautomatici esterni al di fuori degli ospedali. Sempre più società sportive, anche quelle con risorse economiche limitate, si stanno impegnando per acquistare un defibrillatore, consapevoli di quanto possa essere importante averne uno a disposizione.
Tra i casi più noti di morte cardiaca improvvisa nel calcio spagnolo ricordiamo quello di Antonio Puerta. A livello internazionale, sono ancora vive nella memoria le immagini di Fehér, calciatore del Benfica, di Marc-Vivien Foé, giocatore della nazionale camerunese, e il più recente caso di Davide Astori.
Sono purtroppo numerosi gli episodi di questo tipo che hanno colpito il mondo del calcio, sia professionistico sia dilettantistico. Nella maggior parte dei casi, gli eventi cardiaci improvvisi sono associati a patologie del cuore, talvolta non diagnosticate in precedenza.
La prevenzione passa innanzitutto attraverso controlli medici periodici, da effettuare con regolarità, poiché le cause e i fattori di rischio possono essere molteplici.
- Sintomi: palpitazioni intense e persistenti, e persino perdita di coscienza.
- Possibili fattori di rischio: abuso di bevande energetiche, allenamenti o competizioni particolarmente impegnativi e, naturalmente, eventuali predisposizioni genetiche o patologie congenite.
Le raccomandazioni che si trovano in rete invitano a rivolgersi tempestivamente a uno specialista qualora compaiano sintomi di questo tipo, sospendendo nel frattempo l'attività sportiva fino a quando non sia stata valutata la situazione.
È importante parlare con il proprio medico della possibilità di effettuare accertamenti anche in assenza di sintomi evidenti. Lo specialista potrà valutare quali esami siano indicati, tra cui, quando necessario, una prova da sforzo e un Holter cardiaco delle 24 ore, che registra la frequenza e il ritmo del cuore durante un'intera giornata.
Se dovesse emergere una possibile patologia, oltre alle indicazioni e alle cure suggerite dai professionisti sanitari, potrebbe essere opportuno sottoporre a controlli anche i familiari più stretti, qualora si sospetti una componente ereditaria.
Non sempre siamo consapevoli dei rischi che possono accompagnare la pratica del calcio, soprattutto quando i ritmi e le richieste fisiche diventano sempre più elevati. Nessuna categoria è completamente esente da questi eventi, che possono verificarsi anche tra i dilettanti.
Non possiamo modificare alcuni fattori di rischio, come la predisposizione genetica, il sesso o l'età. Possiamo però adottare abitudini più sane e seguire alcune indicazioni utili per proteggere la salute cardiovascolare. Un'alimentazione equilibrata, ad esempio, può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus.
Ecco alcuni accorgimenti da tenere a mente:
Controlla le porzioni e cerca di mantenere un'alimentazione equilibrata.
Mangia più frutta e verdura.
Scegli cereali integrali.
Limita i grassi saturi e privilegia alimenti poco trasformati.
Scegli fonti proteiche a basso contenuto di grassi, come pesce, legumi e carni magre.
Riduci il consumo di sale.
Pianifica i pasti in anticipo, preparando menu giornalieri equilibrati.
Limita il consumo di alcol.
Non fumare.
PRENDIAMO CONSAPEVOLEZZA
Il primo passo è assumerci la responsabilità della nostra salute, che deve venire prima dello sport e della passione. Prendersi cura di sé significa anche riconoscere i segnali del proprio corpo, sottoporsi ai controlli appropriati e non sottovalutare mai i possibili sintomi.