È proprio così: las adidas Predator Accelerator tornano sul mercato, più di 2 anni dopo. Correva l’estate del 2018, tra luglio e agosto, quando adidas ci mostrava due remake che furono considerati da molti come i lanci dell’anno, grazie soprattutto alle adidas Predator Accelerator Yellow Electricity. Il lancio del “remake” fu un autentico boom, dato che si trattava di una delle scarpe più iconiche della storia del brand, soprattutto per la difficoltà nel riuscire a ottenere un paio. Come accadde con la versione Yellow Electricity, anche nella seconda uscita con la colorazione originale Predator Accelerator nero/rosso/bianco, avevamo una copia praticamente identica a quella vista nel 1998, tecnologicamente parlando: pelle di canguro, stessi tagli… al contrario della versione del 2014, un remake meno fedele rispetto a quello del 2018, dove potevamo osservare una tomaia totalmente uniforme, senza cuciture, con termosaldature e la sostituzione della pelle di canguro con un materiale chiamato Hybrid Touch. Un remake davvero eccellente quello che abbiamo visto nel 2014 con il “Revenge Pack” di adidas.
Predator Accelerator Hyperlative Pack
Recentemente la Predator Accelerator dell’Eternal Class è passata quasi inosservata. Forse il colore nero non ha aiutato molto. Curioso, considerando il pubblico a cui è rivolta questa categoria di “remake”.
Per quanto riguarda il design, dobbiamo dire che è qualcosa di superiore, qualcosa di superlativo. La passione che accompagna da decenni il marchio delle tre strisce è, come sempre, impressa in questo nuovo pack, ispirato inevitabilmente alla adidas Predator Freak+ del Superlative Pack.
Sulla tomaia in pelle naturale troviamo il caratteristico “Predator Element”, quegli elementi in gomma applicati lungo la punta della scarpa. Questa tecnologia, introdotta nel 1994 con la prima adidas Predator, ha ridotto le sue dimensioni nel corso del tempo, ma ha mantenuto due obiettivi: il primo, essere una delle basi della strategia marketing di adidas; il secondo, offrire al giocatore la possibilità di imprimere maggiore velocità e rotazione ai tiri ad effetto.
Con la versione del 1998, la linguetta venne ridotta nelle dimensioni, anche se all’epoca era molto più comune vedere linguette quadrate che coprivano completamente i lacci sull’avampiede. Quello che invece non cambiò fu il suo colore rosso, un autentico simbolo all’interno del marchio delle tre strisce. Passiamo poi al redesign esterno ottenuto in quel periodo e che oggi possiamo nuovamente apprezzare, con le inconfondibili linee adidas più allungate rispetto alla versione precedente, un dettaglio che rende questa scarpa ancora più iconica.
Come è logico, ci sono diversi elementi di quest’opera d’arte che inevitabilmente sono stati lasciati indietro, come ad esempio i lacci. In questa occasione, la Predator Accelerator 2021 dell’Hyperlative Pack utilizza i cosiddetti lacci “a coda di topo”, dato che nella parte finale dove vengono annodati risultano più larghi rispetto alla zona in cui si esercita la pressione di chiusura. Un altro aspetto che cambia rispetto alla versione di oltre 20 anni fa sono i tacchetti. La versione del 1998 presentava i rappresentativi tacchetti laminati, tanto che appaiono simbolicamente anche nella soletta interna. Oggi, invece, i tacchetti conici rappresentano una scelta molto azzeccata, dato che la realtà è che le suole moderne sono migliori, più leggere e con tacchetti adattati ai terreni di gioco attuali. E non dimentichiamo che queste scarpe sono fatte per giocare a calcio, non per restare su uno scaffale. Oltre a tutto questo, adidas continua a portare i suoi design calcistici anche nelle sneakers lifestyle, con la comodissima tecnologia di ammortizzazione, qualcosa che noi appassionati non possiamo che apprezzare.
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