adidas Predator Edge+
Iniziamo con il modello top di gamma, di cui abbiamo realizzato una recensione completa. Un modello che modifica alcuni aspetti distintivi, ma che mantiene tutta l’essenza Predator.
Troviamo una tomaia in Primeknit relativamente simile a quella delle generazioni precedenti, con il nuovo Zoneskin, che ridisegna l’“elemento Predator” dandogli questa forma a costole. È distribuito in tutte le zone di contatto con il pallone, offrendoci uno dei migliori (se non il migliore) grip sul pallone.
La calzata e la forma cambiano leggermente, poiché la pianta è un po’ più ampia rispetto alla precedente e presenta più spazio in punta, un dettaglio che sicuramente apprezzeranno i giocatori con il piede più largo. Per quanto riguarda la suola, troviamo una struttura modulare chiamata Facetframe, che include il Powerfacet, il diamante visibile nella suola che aiuta a spostare il peso in avanti e a dare più potenza al tiro.
adidas Predator Edge.1
Continuiamo con la gamma alta, ma con le versioni con lacci, una scelta molto comune se preferisci ancora una calzata più classica all’interno della linea Predator.
Abbiamo due versioni: una con collarino alto molto simile al modello plus e un’altra con collarino basso, ancora una volta per adattarsi a un pubblico più ampio che cerca una calzata ancora più tradizionale. Per quanto riguarda materiali, tecnologie e prestazioni, le differenze con il modello top di gamma sono minime. In questo caso, amici e amiche, è più una questione di vestibilità e comfort per scegliere la versione bassa o quella alta, una volta esclusa l’opzione senza lacci, che se non avete ancora provato vi consiglio, perché offre una sensazione totalmente diversa.
adidas Predator Edge.2
Iniziamo con il primo step down di prezzo, e cambiano tutti i materiali della tomaia. Siamo davanti a un Primeknit più rigido e meno malleabile, caratteristica che rende la scarpa leggermente più resistente nel tempo.
Per quanto riguarda l’“elemento Predator”, cambia la costruzione, con una distribuzione simile ai modelli élite ma con una struttura differente. Nella suola scompare la divisione modulare e il PowerFacet. Rimangono però la distribuzione dei tacchetti e la forma triangolare, per mantenere lo stesso tipo di trazione tipico di tutta la linea.
adidas Predator Edge.3
Scendiamo ancora di livello e troviamo una scarpa performante costruita anch’essa in microfibra con diverse cuciture, inserti in PU e una texture della tomaia molto evidente.
Lo Zoneskin, o le “costole”, non sono solo stampate, ma presentano un certo rilievo che mantiene l’essenza del modello anche nel terzo livello della gamma. Il grip non sarà aggressivo come nei modelli superiori, ma rimane comunque molto evidente. La suola è praticamente identica a quella della Edge.2, con una distribuzione aggressiva dei tacchetti e lo stesso stampo.
Da sottolineare che questo modello è disponibile in versione alta, bassa e anche senza lacci. Per me questo è fondamentale, perché permette di avere un’alternativa senza lacci e provare quella sensazione unica a un prezzo molto più accessibile. Un’ottima scelta da parte del brand tedesco.
adidas Predator Edge.4
Concludiamo con il modello entry level, realizzato in microfibra sintetica, pensato soprattutto per i più piccoli, disponibile in diverse versioni: con suola FG, AG e persino con tacchetti turf.
Una gamma resistente che mantiene ancora dettagli dell’essenza Predator, pronta per tutti coloro che stanno iniziando a dare i primi calci a un pallone.
In conclusione, ci troviamo davanti a una gamma ricchissima di opzioni: adidas propone versioni con lacci, senza lacci, con collarino alto o basso in quasi tutte le varianti, oltre a diversi tipi di suola. Tutte queste possibilità ci permettono di trovare la scarpa perfetta per le nostre esigenze, senza perdere in nessun momento l’essenza Predator. Già disponibili su Fútbol Emotion.
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